Dia Sotto le Stelle 2013 - Archivio

Le immagini dell'edizione 2013

Dia Sotto le Stelle 2013

Il volantino dell'edizione 2013

Comunicato stampa ufficiale 2013

Dia Sotto Le Stelle, per la ventiduesima volta

Dia Sotto le Stelle, il Festival Internazionale delle Arti Audiovisive, rinnova il suo appuntamento annuale per la ventiduesima volta, nei giorni 4 e 5 Ottobre 2013, presso MalpensaFiere, a Busto Arsizio. Proiezioni, mostre, appuntamenti culturali, fotografia, ne costituiranno gli ingredienti di sempre: in un format che propone sempre delle novità, con il coraggio necessario.

Ci piace parlarne, ogni anno di più. E’ l’evento che si ripete, a gratificarci; ma anche la certezza di prendere parte a un momento che coinvolge i “tanti” e i “tutti”, nell’emozione e nel ricordo. Quello che ci preoccupa, semmai, è da dove iniziare; perché DSLS vive di più parti, che si mescolano senza respiro, in una due giorni dedicata alla fotografia.
Già, fotografia: forse è giusto partire da lì, perché è raro che a essa venga dedicato tanto spazio. Mondo professionale a parte, di solito la vediamo vivere in ambiti ristretti, dove la passione si confonde in tanti rivoli individuali, mossi più dall’ego e molto meno dai contenuti.
DSLS salva la fotografia? Con un po’ di presunzione, sì: lasciatecelo dire; perché per due giorni non esisteranno alibi, né giustificazioni. Ci saranno delle opere da vedere e coloro che le guarderanno, col desiderio di vivere insieme, come nei grandi happening della storia. Che poi al centro ci sia la fotografia non può che farci piacere, abituati come siamo a consumarla senza pietà: bruciando l’emozione e dimenticando il ricordo.

Come per le edizioni precedenti, ci aspettiamo una partecipazione folta e attenta, educata e silenziosa, colta e rispettosa; del resto a DSLS non si scherza: il livello è alto, dal progetto alla conduzione. La FIAP ha rinnovato il suo auspicio e la FIAF farà vivere lì, in quei giorni, un consiglio regionale. Sono tutti segnali importanti, per un mondo che diviene: rompendo quell’attesa attonita e deludente, che poggia sulla crisi economica più vasta di sempre.

Ne abbiamo parlato con Lido Andreella, il padre della manifestazione. “L’abitudine non ha mai abitato qui”, ci dice. “Sono le edizioni precedenti a confermarcelo, da leggere più come comportamento collettivo e molto meno alla stregua di un evento organizzato”. “Col tempo”, ha continuato Lido, “Ci siamo resi conto come la dimensione familiare fosse determinante. DSLS non poggia su un mercato, ma su una comunità propria. Abbiamo proiettato per (e con) i padri, e oggi lo facciamo con i figli. Il segreto, sempre che occorra cercarne uno, è tutto lì”.

Di padre in figlio, verrebbe da dire: da Lido a Simone Andreella; ma l’ambito andrebbe allargato a Patrizia e Sarah (le rispettive mogli), fino a Letizia (la nipotina). “Ho sempre respirato un senso di continuità”, ci dice Simone, “Sin da quando i tanti cavi rappresentavano per me un mistero”. “Nelle varie edizioni”, ha continuato, “Non si è mai percepito un solco, un fossato da saltare; questo anche quando la tecnologia ha imposto (in meglio) le proprie regole”. “Probabilmente”, ha concluso Simone, “Hanno sempre vinto i contenuti, che poi è quello che conta”.

L’appuntamento, quindi, è per il 4 – 5 Ottobre: per esserci ed essere. “I colori del bianco”, di Marcello Libra, “Vita da Postino”, di Gianfranco Bottino, ospite straniero il fotografo Siriano Ibrahim Malla con una mostra sulla Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sono le prime mostre che ci sentiamo di sottolineare. Altissimo il livello degli autori di audiovisivi con il tedesco Wipperman, i belgi Teyck e De Smet, il francese Terrienne, e gli italiani Ivano Bolondi, Odetta e Oreste Ferretti, Luigi Meroni e Sergio Luzzini, Matteo Mazzetti, Umberto Sommaruga, Monia Perissinotto, Jacopo Martini e Stefano Cappella, Fabio Cardano, Cristina Linguanti, Giuliano e Irene Mazzanti ed Emanuela Goia e Federico Palermo.
Aspettiamo, comunque, tanto altro: a iniziare da noi stessi. Saremo dell’evento perché ne abbiamo bisogno. DSLS vive anche di regole elementari, quelle che nessuno può insegnarci: e per questo ancora più belle. Non saremo soli, ma tra i “tanti” e i “tutti”: parenti anche noi di quelle stelle che, come sempre, stanno a guardare.

Mosè Franchi

Comunicato stampa di fine edizione

In attesa che brillino ancora

Dia Sotto le Stelle, il Festival Internazionale di Arti Audiovisive, si è appena concluso presso il polo fieristico MalpensaFiere di Busto Arsizio, e già si fanno i primi bilanci di questa ventiduesima edizione che, come le precedenti, ha riscosso un grande successo grazie al programma ricco di appuntamenti. La due giorni di fotografia ha richiamato più di 5.000 persone che hanno preso parte alla manifestazione con entusiasmo, grazie alle due serate di audiovisivi del venerdì e del sabato, alle mostre fotografiche, all'area shopping del sabato pomeriggio, nonché al touch&try delle attrezzature fotografiche Canon, Tamron e Manfrotto, il Check-up gratuito per centinaia di apparecchiature Canon eseguito da ben sei tecnici di CameraServiceMilano, agli incontri con gli autori durante il sabato pomeriggio e alla possibilità di fotografare liberamente le maschere del Carnevale di Venezia.

Un evento fotografico che richiama appassionati di fotografia da tutt'Italia, ma anche dall'estero, e che permette ai fotografi amatoriali ed ai professionisti di essere non solo degli spettatori, ma anche parte integrante ed attiva di un Festival che è diventato ormai appuntamento fisso per tutti coloro che amano la fotografia e la cultura fotografica. Il Festival, inoltre, è riconosciuto a livello internazionale ed in questa edizione è stato di grande prestigio l'intervento del presidente della FIAP (Fédération Internationale de l'Art Photographique), Riccardo Busi.

Il successo ottenuto, i commenti entusiasti del pubblico, l'enorme partecipazione sui social network, con decine e decine di fotografie pubblicate, scattate durante Dia Sotto le Stelle, sanciscono ancora una volta il successo del Festival, che vuole essere prima di tutto un incontro culturale dove si fa fotografia, dove si è liberi di esprimere la propria sensibilità artistica senza giudizi o pregiudizi, dove il grande professionista (quest'anno è stata la volta di Giovanni Gastel) può incontrare il fotografo amatoriale. Uno scambio di cultura, perché ogni scambio o confronto porta sempre ad una crescita, ed è questo il segreto di Dia Sotto le Stelle: crescere per esprimersi, migliorare e migliorarsi.

E già si pensa e si lavora alla prossima edizione, in attesa che le stelle brillino ancora.
Sarah Leoni

Altri testi

Comunicato stampa da Canon Italia

Riflettiamoci sopra

Di fronte a Dia Sotto le Stelle abbiamo avuto, nei vari anni, le reazioni più disparate. Non che le sensazioni fossero diverse, per carità; semplicemente perché non riuscivamo a cogliere tutto: vinti dalla voglia (di fotografia) e dalla felicità (di esserci).

Quest’anno, in alcuni audiovisivi, abbiamo visto trapelare un po’ di video e da lì ne è nata la riflessione più grande: “E se la manifestazione fosse il contenitore ideale per la fotografia?”. Già, non ci avevamo mai pensato: con l’ego (il nostro) a farla da padrone, sempre. Del resto, il fotografo è solo, anche in mezzo agli altri: magari appassionati come lui. Si possono condividere sensazioni, emozioni, ma la genesi dei sentimenti è meditativa: con quell’occhio aggiuntivo (la fotocamera) a immaginare di vedere cose e, dunque, a scorgerle.

Ebbene, a Dia Sotto le Stelle non si è soli. L’occhio magico diventa grande, immenso: unisce gli sguardi e li completa, in un’emotività questa volta collettiva. Tante volte ci siamo meravigliati degli applausi, dell’ordine, di quell’educazione palese e apprezzata; valori della comunità a parte (tanti!), di base c’era sempre un sentire comune, unanime.

Ecco allora il primo punto: Dia Sotto le Stelle è “Fotografia Insieme” e non solo un’occasione d’incontro. La riflessione deve comunque continuare, perché le messe in comune sono tante: là, a Malpensa Fiere, si scatta insieme, si parla, si scambiano opinioni, con anche i grandi (quest’anno Gastel) a proprio agio; nella casa che è di tutti.

Andiamo avanti. Dia Sotto le Stelle propone svariate espressioni fotografiche: mostre, incontri, audiovisivi, video, lettura portfoli, tecnica, immagine. Non è poco, soprattutto oggi dove la stessa dialettica dell’uomo (almeno quello italico) è settoriale e in continua emergenza.

Insomma, a DSLS ce n’è per tutti: gusti o età, generazioni o posizioni sociali, specializzazioni o indirizzi artistici. Può essere considerata la manifestazione ideale? Forse, ma non sta qui il punto; perché se almeno ne abbiamo avuto il sospetto, dovremmo comunque cercarne una causa. Ci proviamo quindi, e pensandoci bene crediamo che molto derivi dalla dimensione familiare, che se pur semplice diventa energia dilagante, contagiosa, unificante. Come dire: siamo tutti “figli” di Lido & Simone, che come i “bravi padri” ci amano tutti, indistintamente. Ecco allora le stelle, che sono quelle scorte da una finestra antica; dove c’è chi parla e altri che stanno ad ascoltare, ma con il naso all’insù: con un miraggio che diventa sogno, desiderio e, alla fine, vita.

Bravi gli organizzatori.

Canon Italia