Dia Sotto le Stelle 2011 - Archivio

Le immagini dell'edizione 2011

Dia Sotto le Stelle 2011

Il volantino dell'edizione 2011

Comunicato stampa ufficiale 2011

"Ad un passo dai vent'anni" di Mosè Franchi

Ci siamo, la “galassia” di Lido procede verso la ventesima edizione.

Diciamo questo, per non cadere nell’ovvio: in quelle frasi scontate che parlano di successo, gente, fotografia, audiovisivi. Ormai tutti andiamo a Busto Arsizio (A Dia Sotto le Stelle) con la consapevolezza di essere in tanti, quasi una “Woodstock” dell’immagine: dove è bello vedere e capire, ma anche incontrare e ritrovarsi, alla stregua dei grandi eventi.

Già, Dia Sotto le Stelle è un grande momento e per questo forse dovrà cambiare il nostro approccio.
Di volta in volta ne siamo stati spettatori per amicizia (tanta), simpatia, con l’impressione di trovarci in famiglia.
Tutto questo rimarrà, per carità, ma la dimensione colta e fotografica dovrà essere valutata con rispetto: perché sotto quelle stelle va in scena il valore odierno dell’immagine, per tecnologia e contenuti.
In un certo senso, anche Lido ha fatto proprio questo concetto. La scorsa edizione esordiva con: “Buona Sera, 18^ edizione di Dia Sotto le Stelle”. E poi: “ Un po’ di numeri … in 18 anni abbiamo visto …”.

Venerdì 8, aprendo l’edizione n° 19, ha debuttato così: “Buona sera, mi chiamo Lido Andreella e con la mia famiglia organizzo Dia Sotto le Stelle”. Il quel momento parlava l’autore, l’organizzatore: ma anche il padre e marito.
Quando si mette in scena la cultura fotografica a quei livelli, i dati non contano più: perché la consapevolezza passa di mano a coloro che sono lì per esserci; molto meglio quindi guardarsi dentro e abbracciare i cari, per godere appieno del proprio tempo.

Gli audiovisivi

Mentre andiamo a iniziare la cronaca, proviamo un po’ d’imbarazzo.
Con il programma di fronte a noi, notiamo come la “cultura” del momento ci esploda tra le mani. Negli audiovisivi, già in prima serata, vengono trattati un po’ tutti gli argomenti che dovrebbero colpire le sensibilità collettive.

C’è L’Africa (“Automedica per Ingoré”, di P. Candiani e M. Ronzoni) e le periferie italiane (“Dentro la periferia”, G. Mazzanti e T. Giovannini), ma anche l’ultimo baluardo di fronte alla globalizzazione (“Himba”, di R. Cicognani); e poi natura (“Islanda”, di P. D’Orto) e musica (“Bulerias” e “Toccata”, di A. Mangiarotti).
Hanno chiuso la prima serata “Il Mistero e la Malinconia della città” (del gruppo Lanskapisci) e “Faces”, di Holger Ernst.

La seconda serata è stata dello stesso tenore.
Fabrizio Denna e Lorenzo De Francesco ci hanno raccontato del “dopo scatto”, con “Vento di Paradiso”.
Un acuto c’è stato con Irek Graff & ZPFP. “Against the Caos”, “Open for the Close UP”, “Lesson of Dance”, hanno rappresentato l’audiovisivo nella maniera più classica, questo per musica, ritmo, concitazione dell’anima: belli.

Dopo la bellezza è stata la volta della “genialata”: un lavoro made by LEGO; sì, le costruzioni dei bambini. Perché non averci pensato prima? Giuliano Mazzanti lo ha proposto con professionalità e gusto. Il titolo? Facile: “Giochiamo?”.
Daniela Bazzani e Romano Cicognani ci hanno riportato all’attualità, alla riflessione.

“La Barca è piena” ci ha raccontato dei ROM, “Ossessione” dell’occupazione, al disordine dell’anima per la sua mancanza. Lavori intensi, entrambi.

Il sabato si è concluso in 3D

Il Team La Salle ci ha proposto “Cattedrali di Ghiaccio”, “La Fabbrica dei Cristalli”, “Paesaggi Sotterranei”. La platea è rimasta a bocca aperta, per la spettacolarità ed anche per la libertà.
La fotografia nasce per spiriti tardo illuministici, come strumento di libertà; la terza dimensione rappresenta un’ulteriore via espressiva per emozionare. Ne vedremo delle belle.

Mostre & incontri
La cultura “di contorno” non ha certo sfigurato rispetto a quella proiettata.

Philippe Antonello e Stefano Montesi hanno chiacchierato a lungo con Alberto Czajkowski e Elisa Targher, di Canon Italia, sul loro servizio in 3D: quello pubblicato su “Sette”, il supplemento del Corriere della Sera.
Gli autori hanno usato EOS 5D Mark II e le foto erano esposte nell’area mostre.

Davide Cerati e Azzurra Piccardi hanno animato l’incontro con gli autori del sabato pomeriggio. Il primo ha parlato della sua vocazione per il ritratto ed anche dell’amore per il B/N.
Ha detto di ispirarsi a Ennio Morricone, stimando però profondamente le opere di Luigi Ghirri.
In mostra aveva “Angeli”, “Bellezza Oltre”, “400 occhi guardano in macchina”; tutte opere molto intime, dalla ricerca intensa.
“Bellezze oltre” è l’estetica che trabocca, generata da gesti e comportamenti inaspettati: a Davide il merito di averli colti.
I “400 occhi” formano un lavoro all’antica, sullo stile di August Sander, per intenderci.
Gli sguardi nascondono sempre un racconto, un sentimento lasciato al tempo e a chi verrà; ne sapevano qualcosa Richard Avedon (che è andato a cercarseli in giro per l’America, viaggiando) e Nadar, che forse il ritratto lo ha inventato.
“Angeli”? Semplice: rappresentano gli scatti occasionali che Davide Cerati ha rubato alle persone capitate nel suo studio.
Ottimo il lavoro di messa in opera.

Azzurra Piccardi ha messo in mostra il tono “rinascimentale” della sua fotografia, con una mostra dedicata ai paradossi.
Il dialogo con lei è stato interessante, soprattutto per i connotati progettuali che dedica al proprio lavoro. I suoi programmi sono a lungo termine.
Ci ha raccontato che avrebbe iniziato a fotografare i sette vizi capitali e già immaginiamo immagini forti, intense, provocatorie quanto basta.

Sferica è l’ultima mostra della quale parleremo.
A proporla sono stati i Liberi Artisti della Provincia di Varese.
Il tema? La sfera: non come soggetto, ma simbolo che si ripete, richiamando memoria, sogni, idee, allegorie della forma e dello spazio. Un lavoro oltre il reale, che parte però dal primordio: dal concetto staminale.

Molto altro ancora

Dia Sotto le Stelle 2010 ha rappresentato molto di più. C’erano un Canon Day, prodotti da visionare e provare, sale posa per scattare, con anche un incontro che mostrasse le ultime novità di Photokina (relatore Matteo La Torre).
La fotografia merita anche gli aspetti tecnici ed ogni cosa era mostrata con la coerenza che si conviene.
L’aspetto inconsueto era vedere tanti personaggi in costumi medioevali (I Legnanesi) aggirarsi per i padiglioni di Malpensa Fiere.
Erano lì per i fotoamatori che volessero ritrarre un soggetto “diverso”, speciale. Bello.
Verso la ventesima edizione

La stiamo già aspettando, come tutte le cose vere che si ritrovano nel tempo: il Natale, un Compleanno, il ritorno di una persona amica.
C’è chi ha detto che riceviamo un regalo al giorno, appunto il presente della vita.
Essere a Dia Sotto le Stelle, una volta in più, significherà aver ricevuto tanti doni, con la consapevolezza però di trovarsi laddove il momento diventa intimamente proprio.
E’ la magia dei tanti e dei tutti; è quelle sigla che parte e che riconosci; è quell’applauso che sorge allo 0.0 del conto alla rovescia: dedicato a nulla e niente, perché sul palco non c’è nessuno.
E’ anche quella lacrima felice che scende, inevitabilmente, e che si somma alle stelle.
“Ci sono anch’io”, diremo, mettendoci a guardare lo stesso cielo e le tante stelle.
Grazie a Lido e alla sua famiglia. Sin d’ora.

Mosè Franchi


MOSTRE

GIANLUCA COLLA
Affiliato con l'agenzia National Geographic Image Collection, le sue immagini sono apparse su varie pubblicazioni internazionali, tra cui National Geographic Magazine, New York Times, Newsweek, CondèNast. Queste e numerose altre collaborazioni con clienti come Blockbuster, Toyota, World Gold Council, lo portano a viaggiare per il globo in destinazioni molto diverse, dal Circolo Polare Artico alle grandi aree desertiche africane, dall'Oriente all'Amazzonia sudamericana.

L’ELISIR DI LUNGA VITA
Da sempre l’uomo è affascinato dalla ricerca dell’elisir di lunga vita, senza mai trovarlo. Eppure è sempre stato lì, proprio sotto gli occhi di tutti... Grazie ad uno studio del National Geographic cominciato nel 2004, concentrato su tutte quelle zone del mondo in cui la concentrazione di nonagenari e centenari è inspiegabilmente alta, i segreti non sono più tali...e le immagini di questa mostra ce lo rivelano..

OASIS PHOTO CONTEST
Sono state 10.721 le fotografie ammesse alla fase finale del concorso internazionale di fotografia naturalistica “Oasis Photocontest”, promosso dalla rivista Oasis. Al Premio hanno preso parte fotografi pro- venienti da 28 paesi del mondo, tra cui l’Iran, il Vietnam e la Corea del Sud. Il primo premio assoluto è andato a un fotografo italiano, il milanese Tommaso Balestrini, Il campione italiano è risultato invece Sergio Sarta, mentre il Premio Oasis è stato assegnato al fotografo ingle- se Hermann Brehm.

IVANO BOLONDI
Ivano Bolondi vive a Montecchio Emilia (Reggio Emilia) dove è nato. Fotografa dagli inizi degli anni settanta e dai primi anni ottanta ottiene importanti riconoscimenti nei maggiori concorsi nazionali ed internazionali. Nel 1992, gli è stata conferita dalla F.I.A.F. (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), l’onorificenza A.F.I. (Artista Fotografo Italiano). E’ stato designato dalla F.I.A.F. Autore dell’anno 2005 e Maestro della Fotografia italiana (MFI) nel 2007.

PAESAGGIO DENTRO
Con “ Paesaggio… dentro” Ivano Bolondi ci conduce in luoghi inattesi e improbabili per immagini fotografiche. Le rappresentazioni da lui ideate, pur essendo icone che interpretano il mondo, non ci parlano della realtà concreta ma della propria realtà interiore.

VENERDI’ 16 SETTEMBRE 2011

GIANNI ROSSI
Appassionato da anni di fotografia e di audiovisivi fotografici, ha realizzato mostre e ha proiettato con successo nel corso di rassegne pubbliche e manifestazioni culturali. Ha conseguito numerosi riconoscimenti in concorsi per audiovisivi a livello nazionale e internazionale. I suoi articoli sul tema dell’audiovisivo vengono pubblicati regolarmente sui notiziari del settore. Organizza workshops e tiene corsi didattici, con riferimento sia ai contenuti generali che all’allestimento con tecnologia digitale. E’ autore del Manuale Operativo di m.objects per il montaggio di audiovisivi fotografici, ora alla seconda edizione.

INSORTI E RISORTI (7’49”)
Ogni anniversario provoca la risurrezione precaria e temporanea di personaggi ed eventi più o meno lontani nel passato. Mentre le celebrazioni mettono in scena immagini vivide e patinate di forte valenza simbolica, i luoghi e gli scenari reali portano i segni che il trascorrere del tempo e della vita hanno impresso sulle cose. Chi li riconsideri oggi si trova a guardarli con occhio inevitabilmente straniato, in bilico fra malinconia e ironia.
VIVI NELLA MIA ASSENZA (1’50”)
Una personale interpretazione della poesia "SE MUOIO SOPRAVVIVIMI" di Pablo Neruda. Il poeta, consapevole della morte imminente, esprime alla sua amata il suo profondo sentimento. Una riflessione di chi se ne va per chi rimane.

ODETTA E ORESTE FERRETTI
Odetta Carpi e Oreste Ferretti viaggiano da anni alla scoperta dei luoghi più intatti del mondo inoltrandosi all'avventura. Odetta usa la videocamera e realizza filmati per emittenti private; Oreste la macchina fotografica e, insieme, creano audiovisivi di viaggio che hanno vinto diversi concorsi. Odetta scrive articoli per riviste a livello nazionale corredate dalle immagini del marito. Per loro è molto importante, tornati a casa, riuscire a trasmettere attraverso i loro lavori, le stesse emozioni e sensazioni allo spettatore.

TIBET, UN GIROTONDO DI PREGHIERE (8’58”)
Durante il plenilunio di maggio, in Tibet, si svolge la festa religiosa più importante per i Buddhisti : il Saga Dawa. I pellegrini tibetani girano intorno ai luoghi sacri in un lento girotondo di preghiera che si snoda attraverso sentieri che s’intrecciano con quelli dell’Anima. Costeggiando l’imponente catena Himalayana raggiungeranno il luogo più sacro: il Monte Kailash. Qui si prostreranno più volte per tutta la lunghezza del loro corpo per avere in premio la vita eterna, mentre le loro preghiere verranno portate dal vento nel regno del Buddha.

ARMAND DE SMET
TOXICALAND (4’32”)
Secondo l’AFSSA (Agenzia Francese di Sicurezza Sanitaria dell’Alimentazione), 34.000 tonnellate di PCB sono stati riversati per negligenza durante gli ultimi 40 anni in molti fiumi francesi, dove è proibito pescare e consumare pesce. Questa scoperta recente è stata di ispirazione per questo diaporama che vuole illustrare, con delle immagini forti, per la maggior parte realizzate in HDR, l’inquinamento dell’acqua causato dall’attività industriale e dall’abbandono senza controlli dei siti industriali.

GIEFFEESSE - GRUPPO FOTOAMATORI SESTESI
THE LOOP (7’07”)
La storia della vita di ogni persona raccontata attraverso un viaggio simbolico sul sedile posteriore di un’auto guidata da un imperscrutabile guidatore. L’inizio e poi la gine, e poi ancora l’inizio; in questo percorso immutato ed eterno, nel loop, le vite dell’umanità intera si alternano e si susseguono in una geometria circolare.

KAZUHIRO MORIKIYO
WITH (5’00”)
Questo film è stato realizzato con il nuovo Canon EF 8-15mm Fish-Eye, con una EOS 5D Mark II ed una EOS 7D. Questo kit tecnico potrebbe diventare il “must have” ideale per i fotografi subacquei.

GIACOMO CICCIOTTI - Associazione culturale Lanternamagica Multivisioni Genova
EFFETTI COLLATERALI (8’11”)
Un conflitto che dura da un secolo è il teatro della storia di due popoli che cercano di affermare la loro esistenza. Israele ha rinchiuso i palestinesi in una immensa prigione a cielo aperto; la nuova strategia di Hamas colpisce il popolo israeliano con continui attentati suicidi. Questa situazione di tensione si ripercuote sugli abitanti di entrambi i paesi, che ne subiscono gli effetti collaterali.

GIULIANO MAZZANTI
Giuliano Mazzanti, fotoamatore bolognese, da vent’anni si dedica alla produzione di audiovisivi fotografici e multivisioni interessandosi a varie tematiche, dal reportage artistico al genere umoristico. A tutt’oggi ha realizzato più di 50 audiovisivi tra analogico e tecniche digitali”.

PALIO, LA CORSA DELL’ANIMA (9’57”)
Il Palio, per i senesi, non è un evento eccezionale, ma una ragione di vita, un fuoco che cova sotto la cenere tutto l’anno per poi accendersi nei giorni della “Carriera”, il 2 luglio e il 16 agosto, da più di cinquecento anni.

ROBERTO SANTINI
Roberto Santini, medico Dermatologo, per oltre 30 anni è stato Primario Dermatologo dell'Ospedale di Lecco. Attualmente libero professionista, senza infamia e senza loden   (possiede infatti solo uno sdrucito impermeabile), vincitore di 12 edizioni del CIMES, vero e proprio campionato europeo di registrazione creativa amatoriale. Come fotografo invece non vale una cicca!

IL SESSO RoSa (4’00”)
Piccolo schematico e non del tutto esaustivo trattatello di sessuologia spicciola.

NUNC EST BUBENDUM (4’20”)
Il vino, fin dai tempi di Noè, ha sempre fatto parte della vita dell'uomo. Questo audiovisi-vino si ispira a concetti più moderni e più pratici in una sorta di boccaccesca avventura RoSa.

SABATO 17 GIUGNO

ENRICO DONNINI
Ha sempre guardato con particolare interesse al mondo dell’immagine perché ritiene che il linguaggio della fotografia è soprattutto “comunicazione”. Realizza per hobby audiovisivi fotografici. Cura personalmente tutte le fasi dei propri lavori. E' socio effettivo ed onorario di diversi circoli fotografici italiani. E’ socio della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF); fa parte del direttivo del Dipartimento Audiovisivi Fotografici (DI.A.F.).

DONNA...SEMPLICEMENTE DONNA... (4’57”)
Uno sguardo ammiccante, un gesto, un colpo di luce. Per il fotografo è relativamente facile fare belle immagini con una “modella”o una indossatrice giovane ed avvenente. Però, mostrare solo immagini gradevoli non è la finalità di questo modesto lavoro fotografico. Gaiezza, spensieratezza, fascino, gioventù, il piacere di apparire, il desiderio di fantasticare e soprattutto la bramosia che ciò che sognano diventi realtà certamente è il desiderio di ogni donna. Perché la donna è … donna. Perché … ogni donna è … sempre … semplicemente donna ….

DENIS PALBIANI
Denis Palbiani è nato in provincia di Reggio Emilia nel 1965 ed ha iniziato ad immergersi nel 1982. Nel 1993, anno del primo viaggio in un mare tropicale, sentendo subito l’esigenza di documentare ciò che vedeva, ha iniziato a fotografare, con una vecchia Nikonos III con un 35 mm. Il continuo e crescente desiderio di vedere e esplorare nuovi posti, l’ha portato a toccare quasi tutti i luoghi di immersioni più particolari al mondo. Nel 2003 e 2004 s’è fregiato del titolo di Campione Italiano Individuale di fotografia subacquea, e nel settembre del 2005 ha vinto il Campionato del Mondo Individuale di fotografia subacquea. Affascinato dagli effetti creati dalla luce attraverso l’acqua, considera il mare un luogo magico e affascinante dove tutti siamo protagonisti nel bene o nel male.

PRYNTIL (4’00”)
Fantastichiamo sullo straordinario mondo della sirenetta Pryntyl. Liberamente ispirato dalla canzone omonima di Vinicio Capossela, la regia è affidata a Lido e Simone Andreella.

EMOTIONS IN BLUE (6’00”)
Ci immergiamo con l’autore e ci lasciamo guidare da lui nello straordinario mondo subacqueo. La regia è affidata a Lido e Simone Andreella.

GAETANO POCCETTI
Fotografo professionista dal 1987. Si occupa di servizi per cerimonie, riproduzioni d’arte, ritrattistica, pubblicità e reportage di viaggio. E’ fotografo del MAEC Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e del Museo Diocesano di Cortona. Le sue fotografie sono presenti in importanti pubblicazioni e cataloghi d’arte. E’ socio fondatore del Fotoclub Etruria nato nel 1971. Dalla FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche ha ottenuto il riconoscimento AV-BFI (benemerito della fotografia) e AV-AFI (artista della fotografia) per i riconoscimenti ricevuti nella produzione di audiovisivi fotografici.

ARIA NUOVA (4’57”)
I bimbi si entusiasmano giocando sull’idea di un’Italia unita, noi grandicelli riusciamo a fare altrettanto?

LA CITTA’ PERDUTA (5’05”)
Le immagini di ciò che resta di Angkor, splendida capitale dell’antico impero Khmer, sono l’occasione per una riflessione sul futuro del nostro pianeta. C’è una moderna teoria infatti che spiega il declino del ricco impero Khmer a causa di uno scellerato ed insostenibile sfruttamento del territorio, che venne intensamente irrigato da canali e bacini artificiali, e di uno sproporzionato complesso urbano che causarono un collasso ambientale. E’ la voce recitante della terra che ci fa riflettere…

JOHAN WERBROUCK
Amante della fotografia sin dall'infanzia, ha studiato fotografia e filmografia presso l'Art Academy di Gent, in Belgio, dove è nato e vive attualmente. L'interesse per la letteratura, i film, l'arte e la musica lo avvicinano presto al mondo del multivisione, arte nella quale si specializza e per la quale diventa uno tra i maggiori esponenti di spicco del panorama internazionale.

A CRACK IN TIME - UNA FESSURA NEL TEMPO (12’00”)
Questo lavoro è un omaggio alle straordinarie opere dell'artista Patrick Van Craenenbroeck e una ricerca dell'immaginario luogo di origine della mitica nazione creata dall'artista. Il testo è un collage di poesie di quattro autori che furono ispirati dalle sculture di Van Craenenbroeck che descrivono pensieri, emozioni e modo di vivere di questi personaggi mitici.

TEAM LA SALLE
Il team, nato ufficialmente nel giugno 2010, è composto da alcuni dei più noti speleo-fotografi 3D a livello internazionale. La condivisione, la sinergia, lo scambio culturale e tecnico, la divulgazione al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su una più attenta e rispettosa gestione del patrimonio carsico e naturalistico in generale, sono i principi solidi su cui si fonda questa collaborazione.

JEWEL BOX - LO SCRIGNO (5’00”)
Le immagini di questa multivisione, ci portano nel macroscopico e infinitamente piccolo. E' molto difficile ad occhio nudo apprezzare la finezza e la trasparenza dei cristalli e minerali qui ritratti, ma in questo video, il 3D offre immagini dettagliate e irreali. La difficoltà della realizzazione e la completezza della descrizione, rendono queste foto, un documento unico, un documento che solo un grande appassionato come André Marent del Team La Salle poteva realizzare.

LAVA TUBE - GROTTE DI LAVA (5’00”)
Ci sono alcune grotte che non hanno origine carsica. Tra queste, le più affascinanti sono sicuramente le cavità di origine vulcanica. Lava tube ci accompagna in un incredibile viaggio tra paesaggi lunari e budelli infernali, un viaggio terrificante ma affascinante al tempo stesso.

WATER AN ROCK – ACQUA E ROCCIA (5’00”)
L’acqua scava e modella le montagne, una lenta erosione che si esalta negli ambienti sotterranei. In questa multivisione i due elementi si esaltano l’un l’altro in un turbinio di immagini mozzafiato.

AMERICA’S NATURAL TREASURES – TESORI NATURALI D’AMERICA (5’00”)
Natura selvaggia e incontaminata, spazi senza fine, caratteristiche tipiche dei parchi nazionali d’America. Sono questi gli elementi principali che caratterizzano questa multivisione, elementi che sono amplificati dalla tecnica di ripresa stereoscopica.

Comunicato di fine edizione

Vent'anni di Dia e di Stelle

Dia Sotto le Stelle, il Festival Internazionale di Arti Audiovisive organizzato da Andreella Photo, ha compiuto vent'anni. L'ultima edizione si è tenuta il 16-17 Settembre scorso presso Malpensafiere, a Busto Arsizio. Ottima l'affluenza di pubblico, di livello i lavori presentati, importanti le mostre fotografiche a cornice. Per una volta ha vinto la fotografia.

Si è appena conclusa la ventesima edizione di Dia Sotto le Stelle. La prima sensazione che se può trarre è che sia stata la fotografia a vincere, la cultura che dovrebbe accompagnarla sempre: non solo a Busto Arsizio.

Come tutti gli anni si inizia in un clima familiare, con Lido Andreella (uno degli organizzatori, assieme a Simone, Patrizia e Sarah) che si presenta al proprio pubblico in qualità di padre, marito e futuro nonno. Subito però la manifestazione prende tono, questo solo ascoltando i numeri delle venti edizioni. Centinaia sono stati gli autori che hanno proiettato e molteplici le mostre allestite: il tutto con la fotografia come soggetto.

Il pubblico? Fantastico, colto, tollerante, partecipe. Da lì si comprende come Dia Sotto le Stelle incarni fedelmente lo spirito della fotografia, la stessa che è umile per definizione e attenta nei confronti del prossimo. Sì perché l'immagine che scattiamo tutti, anche a livello amatoriale, rimane pur sempre un gesto d'amore dedicato a chi vorrà coglierlo, anche in futuro.

I lavori

Pubblico da una parte e proiezioni (e mostre) dall'altra: è su questo asse che Dia Sotto le Stelle è vissuta nel tempo; il che significa una qualità sempre alta, al cospetto di tanti palati fini.

Il Venerdì

Il Venerdì le proiezioni sono iniziate con due lavori di Gianni Rossi: “Insorti e Risorti” e “Vivi nella mia assenza”. Celebrazioni sull'unità d'Italia da un lato e la rilettura di una poesia dall'altro; due audiovisivi che hanno giocato sulle contrapposizioni: simboli e realtà odierna (il primo), chi va al cospetto di chi rimane (il secondo).

Subito dopo, due frequentatori abituali a DSLS: Odetta e Oreste Ferretti. Loro hanno sempre abituato il pubblico ad emozioni delicate, ma intense. Anche quest'anno non si sono smentiti, presentando “Tibet, un girotondo di preghiere”: un audio visivo dedicato al Saga Dawa, la festa religiosa più importante per i Buddhisti.

Il tema ambientale non poteva sfuggire a DSLS. Ecco allora Armand De Smet, con “Toxicaland”: che indaga sui pericoli dell'era post industriale. Subito dopo Gieffeesse - il Gruppo Fotoamatori Sestesi – ha enfatizzato la circolarità dell'esistenza: questo con ”The Loop”, il viaggio su un taxi immaginario.
Dalla vita che si ripete a quella continuamente in gioco, come arma di scambio tra fazioni opposte, perennemente in guerra. E' stato Giacomo Cicciotti ad entrare nel tema, con “Effetti collaterali”. Il lavoro si è dipanato al di là dei simboli e delle finte retoriche: perché nei conflitti sono sempre i civili a rimetterci, coloro che non possono capire.

Dal conflitto tra Islraele e Palestina si è passati alla guerra tra contrade: il Palio di Siena. Quella corsa ha un'anima che vive anche quando la terra non è in piazza. A coglierla è stato Giuliano Mazzanti, con un lavoro che lo ha visto per tre anni nella città toscana. “Palio, la corsa dell'anima” ne era il titolo.

La serata di venerdì si è conclusa con Roberto Santini, un “non fotografo” come è definito lui (ma anche medico e dermatologo), che ha trasportato in audiovisivo l'emozione della gioia. In fotografia ci si può anche divertire, magari proponendo una lezione sul sesso o narrando una storia di coppia utilizzando le etichette dei vini. “Il Sesso RoSa” e “Nunc est bebendum” sono state le sue proposte, anticipate da una prestazione canora niente male.

Durante la serata era stato proiettato anche “With” di Kazuhiro Morikiyo, un cortometraggio girato con EOS 7D e 5D Mark II, equipaggiate da EF 8-15mm Fish-Eye. Magia pura.

Il Sabato

In seconda giornata, a debuttare è stato Enrico Donnini: un autore che ha sempre privilegiato un linguaggio fotografico comunicativo. “Donna, semplicemente donna” era il titolo della sua proiezione: un misto di gioia e desiderio, bramosia e sogno, per una donna che vuole essere tale, semplicemente.

Dopo il mondo femminile, due lavori subacquei, a firma Denis Palbiani: “Emotions in blue” e “Pryntil”. Si è trattato di due autentici capolavori, peraltro curati in regia, da Lido e Simone Andreella. In entrambi ha vinto il connubio musica e immagini, ma anche il ritmo, il piano sequenza, la lettura, l'impianto costruttivo. La canzone di Vinicio Capossela (in Printyl) ha completato l'eccellenza del lavoro.

Gaetano Poccetti si è proposto con due impianti distanti e impegnativi: l'Italia unita giocata dai bambini e i misteri cambogiani di Angkor. Serenità e mistero, ingenuità e sospetto: queste le anime dei due lavori costruiti con estrema precisione. I titoli erano “Aria Nuova” e “La Città Perduta”.

Con John Werbrouck si è preso coscienza di un capolavoro. “A Crack in Time - Una Fessura nel Tempo” ha mostrato una costruzione fantasiosa e inverosimile, ma anche precisa, estrema, professionale: un limite a tendere per gli appassionati del genere.

La serata di Sabato si è conclusa con il 3D e i lavori del Team La Salle: “Ewel Box - Lo Scrigno”, “Lava Tube - Grotte Di Lava”, “Water in Rock” “ America’s Natural Treasures – Tesori Naturali D’america”; dal piccolo al grande, dai cristalli alle meraviglie della natura: tutto con la terza dimensione a supporto. Il pubblico indossava gli occhialini: anche quella visione era suggestiva.

Il Burlesque

Una piacevole sorpresa: tra le proiezioni del Sabato si è tenuto un piccolo spettacolo di Burlesque. Il pubblico ha assistito con il solito interesse, anche perché l'esibizione è stata suggestiva ed elegante. Possiamo dire che il contenitore DSLS può permettersi tutto: anche di seguire le tendenze; perché gli spettatori ne sanno cogliere il giusto significato, senza trascendere mai.

Le Mostre

Tre sono state le mostre proposte alla ventesima edizione di DSLS: “L'elisir di lunga vita”, di Gianluca Colla; “Paesaggio dentro”, di Ivano Bolondi e le immagini del contest fotografico organizzato da OASIS. Si passava dalla saggezza (per una lunga vita), all'emozione privata (quella di Bolondi), alla magia delle simmetrie e degli aspetti simbolici della natura.

Gli ospiti

Il pomeriggio del sabato, alcuni ospiti hanno intrattenuto il pubblico di Dia Sotto le Stelle. Oltre agli autori della mostre, sono intervenuti Maurizio Rebuzzini (Direttore di Photografia e Docente Universitario) e Steffen Richter, quest'ultimo per parlare del Software m.objects.

Suggestive la parole di Rebuzzini: “La fotografia è un gesto d'amore”, coerenti, è il caso di dirlo, con lo spirito pluriennale di DSLS.

Verso la ventunesima edizione

DSLS, per sua natura, è già oltre. Lo è la manifestazione, ma anche il pubblico che la frequenta. Durante il pomeriggio del sabato erano in molti a scattare (Model Danzando creava in continuazione scenari da ritrarre). La fotografia era palpabile, tangibile, presente: come passione, ma anche esigenza. Camera service controllava le apparecchiature di tutti, mentre in molti maneggiavano le ottiche messe a disposizione nello stand Canon. Sembrava di esserci già stati, lì a Malpensafiere, e la convinzione di una ventunesima edizione era palese.

Tanti amici si incontrano anno dopo anno: questo è un altro segreto di DSLS; perché quell'appuntamento che si ripete è diventato una piccola vita nell'esistenza di tutti.

Si incontreranno ancora, gli amici di DSLS: con, e per, la fotografia. Perché è lei a vincere, almeno a Busto Arsizio e una volta all'anno, sotto le stelle di Lido.


[VENT'ANNI, MA NON LI DIMOSTRA]
di Mosè Franchi

Dia Sotto le Stelle ha compiuto vent'anni. Sono tanti, per carità, ma li abbiamo fatti nostri solo venerdì sera, il giorno del compleanno. E' un po' come nella vita: è la patente a dirti che sei grande e i “cinquanta” ti avvisano che stai girando la boa. Il resto scorre, lento, impercettibile, con le date canoniche ad avvisarti che sei del giro precedente, di coloro che hanno già dato. Questione di sensazioni, di sentimenti, del senso che diamo alle nostre cose: legittime, per forza.

E il tempo di Dia Sotto le Stelle? Beh, in questo caso si allunga; perché dell'esistenza accettiamo la pancia, il mal di schiena, senza rinunciare ad un giorno aggiuntivo, all'anno venturo; per un evento è diverso, si inizia a contare e non si smette più, tralasciando tutto. Però dopo tante stagioni ci siamo accorti che nel '92 iniziava “mani pulite” e che elezioni politiche davano la DC al 29,7%. Quante ne abbiamo viste da allora: le stragi di Capaci e via D'Amelio, ma anche Maastricht, i Campionati del mondo, la fine della leggenda di Senna, L'EURO, il digitale, internet, il pianeta che cambia.

Così, piano piano, abbiamo capito che DSLS era un po' la nostra vita, un'occasione di incontro per una comunità unita, attenta, con bambini nati e cresciuti; e nuove mamme, tante, felici, a segnare quel tempo che è della logica della vita, del suo andamento circolare.

Ecco, sì: ci viene da dire che DSLS sia un po' un'esistenza parallela, sulla quale saltare su a fine estate. Là ci ritroveremo ancora, dimenticando pancia e mal di schiena: perché la logica di quell'evento è schietta, naturale, sincera. Non è il tempo “percepito” a dirci che abbiamo un anno in più, ma quella mamma che non ti aspetti o quei ragazzi più alti di quanto ricordavi.

Il resto è sereno, limpido, quasi ovvio. Lido entra e presenta la sua famiglia, abbracciando quaranta ragazzi: i suoi. Poi si va a iniziare, con la luce che si abbassa e il silenzio che ti strozza la gola. E' il bello di quella vita parallela dalla quale è difficile scendere: perché sotto le stelle di Lido si sta bene.

Anche dopo vent'anni.

Mosè Franchi