Dia Sotto le Stelle 2009 - Archivio

Le immagini dell'edizione 2009

Dia Sotto le Stelle 2009

Il volantino dell'edizione 2009

Comunicato stampa ufficiale 2009

Si terrà nei giorni 9 e 10 Ottobre 2009, presso i padiglioni di Malpensa Fiere di Busto Arsizio, la diciottesima edizione di Dia Sotto le Stelle: da quest’anno Festival Internazionale Arti Audiovisive. Attorno alle proiezioni di audiovisivi ruoteranno: mostre, seminari, incontri con professionisti, workshop.

L’appuntamento si ripete, rinnovandosi ogni anno di quel tanto che basta. Da questa edizione si parlerà di Festival Internazionale Arti Audiovisive, perché da tempo Dia Sotto le Stelle si posizionava come un evento internazionale di fotografia, soprattutto per la qualità e la provenienza degli autori: tutti uniti nella passione per gli audiovisivi.

Lido Andreella (organizzatore della manifestazione assieme al figlio Simone) ci dice: “Anche per l’edizione 2009 sono attese all’incirca 1500 persone a serata, con una platea sempre più giovane e ricca di una quota al femminile”.

La diciottesima edizione manterrà la sua struttura classica: inizio al Venerdì (ore 21,30) con le proiezioni, per proseguire il pomeriggio successivo con tutto quanto vive attorno all’evento (Canon Day, Chek-up gratuito Canon CameraServiceMilano, tre sale posa con soggetti a sorpresa, workshop, anteprime e prova su strada nuovi prodotti Canon). Alle 21,30 del Sabato seconda parte delle proiezioni.

“Sarà molto interessante l’incontro del Sabato pomeriggio con Massimo Sestini, il fotografo reso famoso dagli scoop per i rotocalchi”, ci dice Lido Andreella. E continua: “Da lui impareremo molto circa la tecnica, scoprendo anche un autore con un’attitudine spiccata per il reportage evoluto ed il ritratto ambientato; molte sue immagini entreranno sicuramente nella storia, al pari di quelle di Robert Capa, Joe Rosenthal o Alfred Eisenstaedt; chi verrà a Dia Sotto le Stelle avrà occasione di vederle, spiegate dalla viva voce del fotografo”.

La manifestazione manterrà il suo carattere spettacolare, con cinque schermi sempre montati, di cui quello centrale panoramico. Su questi passeranno, nelle due serate, 21 audiovisivi firmati da altrettanti autori di fama internazionale. L’evento è patrocinato dalla Città di Busto Arsizio.

Un ultimo commento da Lido Andreella: “Anche quest’anno ci aspettiamo quel pienone che viene dal nulla, all’improvviso; è il pubblico di Dia Sotto le Stelle, fatto di appassionati, famiglie, gente comune, giovani”. Continua: “E’ quell’abbraccio il vero ingrediente dell’evento, assieme all’impegno di tutti i volontari che ci seguono da anni”.

Dia Sotto le Stelle in cifre

In 18 anni sono passati per Busto Arsizio 317 autori. Nello stesso tempo, il pubblico ha potuto vedere 118 mostre e 332 proiezioni di audiovisivi, affrontando varie tematiche fotografiche con seminari e workshop, per un totale stimato di 40.000 presenze.

Comunicato stampa di chiusura

Diciotto volte Dia, con altrettante Stelle
di Mosé Franchi

Milano, 29 Ottobre 2009

Diciotto volte Dia Sotto le Stelle: tante? Poche? Difficile rispondere, perché il numero è alto, un po’ come i milioni della lotteria, che non sapresti come spendere. Diciotto anni sono un pezzo di vita, un passaggio di esistenza. I bambini nati alla prima edizione oggi sono dei ragazzi con la patente, mentre altri ne sono venuti al mondo strada facendo: tra palpitazioni e speranze di tante vite, tutte passate, almeno una volta, sotto quel cielo di Stelle e di Dia. Questo per dire che “Dia Sotto le Stelle” fa parte di noi, di voi, di chi guarda e ascolta, di tutti coloro che hanno la capacità di emozionarsi davanti ad un’immagine.

Ogni volta che vengo a Busto, per l’evento di Lido & Simone, ne riconosco subito gli odori, come mi accadeva da piccolo: il primo giorno di scuola. Il profumo non fa parte del ricordo, serve però a riportarti dove sei già stato quando solo lo risenti, prima ancora che la commozione ti dedichi quella lacrimuccia strana, ma sperata: nata da mille persone davanti ad uno schermo.

Già, mille persone: tante, troppe, infinite. Un brusio che cresce col miracolo, per azzittirsi d’incanto ogni volta che parte un audiovisivo. Il primo cenno di cronaca è per loro: persone vive, vere, che rinunciano ad una partita della nazionale per quella serata che si ripete da sempre, almeno da quando quel giovane aveva i brufoli o l’altro non ancora la patente. Come si chiamano tutti quanti? Forse Lido vorrebbe conoscerli uno ad uno, per nome e cognome: Massimo, Gianni, Fabio e poi chissà .. Piero. Già, Piero Boschetti: lui i diciotto anni se li è fatti tutti, e la patente l’ha presa per il viaggio più lungo; ma ci ha fatto vedere, coi suoi occhi, il mondo di Dia e di Stelle, che poi voleva dire simpatia e, ironia della sorte, voglia di vivere. “Piero, hai visto la tua mostra? Era di fronte a quella di Sestini Massimo: ricordi?”. Belle le due esposizioni, proprio uno di fronte all’altra: Boschetti ci ha teso la mano lungo la storia dell’evento, “il Sestini” attraverso quella d’Italia; fantastico. Che dire poi delle immagini di Luca Ruberti? Anche loro parlavano di tempo, perché davano la vita ad un passato, proiettando lo sguardo al domani: con l’aggiunta di un piccolo robot a fare da contro altare. Geniale.

Gli audiovisivi del Venerdì

Del pubblico abbiamo già parlato (perché da lì dovevamo iniziare). Due parole adesso sugli audiovisivi. In prima serata (venerdì), Domenico Drago & Francesco Lopergolo con “Colore d’oriente” ci hanno regalato mare e poesia, mentre Enrico Romanzi ha raccontato la tradizione con la battaglia della arance (“Scacchi, diavoli, pantere”) e l’amore che si scrive, sui muri ovviamente (“A come amore”). Daniela Bazzani (una scoperta) si è rivolta dentro se stessa per farci capire un angolo d’India e subito dopo Claudio Tuti ha svolto e riavvolto l’esistenza con “La vita in un film”. Non poteva mancare la natura: imperiosa e fantastica, tutta da vedere; Franco Toso & Cristina Carboni, con “I giorni di Chitake”, ce l’hanno fatta ammirare.Adesso un plauso, per un piccolo capolavoro d’originalità: “X-mas failure” di Andrea e Paolo Colleoni; un’opera “fast” dove il Natale fallisce di fronte al nemico di sempre. La TV.Andrea Colleoni con “Canenero” ha parlato di bene emale. Subito dopo la religione, con A. Trabucchi - P. Santambrogio P. Mai (“Le ultime ore”) e Peter Coles (GB) con “Miserere”. Irek Graff (PL), con “Lost in the mistery”, ha chiuso la serata.

Gli audiovisivi del Sabato

Franco Toso & Cristina Carboni con “Semplicemente natura”
Luciano Bovina con “Piove a Serajevo”
Luciano Bovina con “All’omarino ignoto”
Claudio Tuti con “Danza”
Odetta e Oreste Ferretti con “Della luce. Una danza riflessa”
Francesco Lopergolo con “Le ali ai sogni”
Domenico Drago & Francesco Lopergolo con “Storia di Caterina”
Giacomo Cicciotti con “Spiriti solitari”
Janos Eifert (U) con “O Fortuna”

Citiamo di fila autori ed opere, perché di fronte a tanto si può solo accennare. Odetta e Oreste li conosciamo da tempo, Claudio Tuti lo avevamo apprezzato il giorno precedente. “Semplicemente natura” ci ha deliziato assieme alle “ali dei sogni”. Opere importanti sono state le ultime tre, soprattutto da un punto di vista tecnico. In particolare Giacomo Cicciotti (“Spiriti Solitari”) affronta il tema dell’identità, del prezzo che occorre pagare solo per difenderla: che spesso vuol dire odio, emarginazione e scomunica.

L’applauso di chiusura lo dedichiamo a Luciano Bovina: piove a Serajevo è stato struggente, “all’omarino ignoto” delicato. No, forse sbagliamo: l’omarino ignoto (ben accompagnato da un’ottima voce fuori campo) è tanto di ciò che vediamo e tutto di quello che non vorremmo essere. Una vita ripresa di spalle non si può raccontare, se non assieme ad altre, che diventano concetto ma mai esistenza.

Per il resto? Fotocamere ovunque e Canon in ogni dove: per scattare e raccontare, per farci rivedere. Bello lo spettacolo delle ginnaste, entusiasmante la tecnologia: soprattutto dietro lo schermo (il regno di Simone). E poi ottiche (da sogno) tutte da provare, in una vera due giorni della fotografia.

L’emozione di sempre la vogliamo raccontare ancora: sigla, un fascio di luce, la voce di Sarah. Si va a incominciare. Patrizia guarda con attenzione: il suo contributo è quotidiano, e dura tutto l’anno.

Cala il sipario su Dia Sotto le Stelle, diciottesima edizione. La gente applaude, si alza e lascia la Fiera. L’educazione ed il garbo sono quelli di sempre, così come gli abbracci e le grida dei ragazzi di Lido. C’è gioia nelle foto di gruppo, che poi è la voglia di esserci stati: ancora una volta, una volta di più.

Nello scatto finale ho voluto esserci anch’io, perché sentivo che stavo cucendo il mio “pezzo di tempo” sotto le Dia e le Stelle. Volevo la traccia, la nostalgia del ricordo: tutte cose da mettere nel baule del tempo, assieme al grembiule di scuola, al primo amore (ma anche all’ultimo), alla Vespa 50, allo sguardo dei figli. Eravamo in tanti, all’ultima edizione, ed anch’io, come Lido, avrei voluto salutarli tutti: perché lì mi sento di casa. Ricordo Marco, Arianna, Simona, Massimo; e poi chi aveva Nikon e adesso ha Canon. Ma poi tanti altri, che mi hanno sorriso e quasi non ne ricordo il nome. C’era anche Minelli (AD di Canon Italia) e sua moglie, all’ultima edizione: anche loro a guardare e segnare il tempo. A proposito, quest’anno è venuta anche mia figlia: la più grande. E’ nato un altro pezzo di tempo: davanti a quelle Dia, sotto quelle Stelle.

Mosé Franchi